ATLETICA – 2000 metri Cadetti

Giannotti si supera e aggiunge: “Ho fatto il mio dovere!”

(di Peppe Sacco)

Primo anno nella categoria Cadetti, Luigi Giannotti, già campione regionale sulla distanza dei 2000 metri con 5’58”06, è entrato di diritto alla finale del titolo italiano, disputatasi a Viareggio sabato 4 ottobre sulla pista dello stadio dei Pini “Torquato Bresciani”. La gara ha visto la partecipazione di 35 atleti delle classi 2010 e 2011, provenienti da ogni regione d’Italia. Luigi, partito nella seconda batteria, ha concluso la distanza in seconda posizione con il tempo di 5’52”03. Un crono che lo proietta nella top ten nazionale sulla distanza e lo colloca come terzo miglior tempo tra i Cadetti 2011. Giannotti, che veste i colori della Caivano Runners Mondial Service ed è allenato dal tecnico Peppe Biello, mette così in risalto un risultato eccellente, un tempo che in Campania mancava da anni.

IL RACCONTO DELLA GARA

Il rumore del vento e il battito del cuore si confondevano. Allo sparo, il gruppo dei giovani atleti si lanciò per un piazzamento d’onore. Il protagonista, Luigi, partì con calma, come aveva pianificato: sapeva che la vera battaglia non era nei primi giri, ma negli ultimi. Il ritmo iniziale era controllato, quasi prudente. Al primo giro era solo ottavo. “Aspetta, respira, costruisci”, si ripeteva. Ogni 400 metri aumentava appena il passo, sentendo le gambe diventare più leggere, più sicure. Al passaggio dei 1200 metri era già quinto: lo sguardo fisso, la corsa sciolta, il respiro sempre più ritmato. Al suono della campanella che segnala gli ultimi 400 metri, il cuore gli martellava nel petto come un tamburo. Davanti a lui quattro avversari, tutti affaticati, il ritmo che si spezzava. Allora Luigi spinse. Le gambe risposero, la pista sembrò accorciarsi.

A 100 metri dal traguardo era ancora quarto. Con uno scatto deciso superò il primo dei due avversari: uno sguardo laterale, poi via, dritto. A 50 metri passò anche il secondo. Ora era secondo, a pochi passi dal leader. Provò a raggiungerlo, ma il traguardo arrivò un attimo prima che le sue gambe potessero dare l’ultimo colpo. Giannotti tagliò la linea ansimando, ma col sorriso. Guardò il cronometro, poi il cielo. “Ho fatto il mio dovere,” mi disse piano, ma con la forza di chi sa di aver dato tutto.