Marco Miele, una corsa lunga quanto l’amore di un padre. Storia di una 21Km e 97 metri

A Napoli il talento incontra il ricordo: una mezza maratona da 1h18’11” nel segno di papà Gaetano e dell’abbraccio a mamma Lidia

Di Peppe Sacco

Ci sono traguardi che si raggiungono con le gambe e altri che si conquistano soprattutto con il cuore. La storia di Marco Miele, giovane atleta cilentano classe 2002, appartiene a entrambe le categorie. Domenica 18 ottobre, nella splendida cornice di piazza del Plebiscito, a Napoli, Marco ha tagliato il traguardo della Neapolis Half Marathon, chiudendo i 21 chilometri e 97 metri in 1h18’11”, un tempo che gli è valso il ventesimo posto assoluto. Una prestazione di grande valore tecnico, che conferma la crescita di un atleta capace di migliorarsi e guardare con fiducia a nuovi obiettivi. Alla sua sesta partecipazione alla mezza maratona, dopo aver maturato un primato personale di 1h20’54”, Marco ha dimostrato di aver compiuto un significativo salto di qualità. Ma dietro quei numeri si nasconde una storia che va ben oltre lo sport. Originario di San Giovanni a Piro, nel cuore del Cilento, Marco ha respirato fin da piccolo la passione per la corsa grazie a papà Gaetano, podista appassionato. Dopo la sua prematura scomparsa, alla fine di dicembre 2023, il giovane ha iniziato a macinare chilometri, avvicinandosi sempre più al mondo del podismo. La corsa è diventata così un modo per affrontare il dolore, ritrovare le proprie radici e mantenere vivo un legame che il tempo non può cancellare. Il 2026 rappresenta l’anno della svolta. Il 30 maggio, alla 43ª edizione della Corsalonga Sangiovannese, Marco conquista il prestigioso Trofeo Nicola Paradiso, affermandosi come primo atleta assoluto del comune di San Giovanni a Piro. Un successo dal significato speciale, perché gli permette di bissare il trofeo conquistato da papà Gaetano alla fine degli anni Novanta. Un ideale passaggio di testimone tra padre e figlio, uniti dalla stessa passione. A Napoli, quella passione si è trasformata in una nuova, indimenticabile emozione. Dopo aver tagliato il traguardo, con la medaglia al collo e gli occhi lucidi, Marco ha cercato tra la folla mamma Lidia. Il desiderio era quello di stringerla in un abbraccio e condividere con lei la gioia del risultato, ma anche il ricordo di papà Gaetano. In quell’abbraccio si sono incontrati la soddisfazione per una grande prestazione, il dolore di un’assenza e la felicità di sentirsi ancora parte della stessa storia familiare. Tesserato dal 2025 con la Cilento Run, Marco sta costruendo il proprio futuro sportivo con impegno e determinazione. I progressi cronometrici lasciano intravedere nuove prospettive e obiettivi ambiziosi, nello sport come nella vita. Perché ci sono padri che insegnano ai figli a correre e che, anche quando non ci sono più, continuano a indicare la strada. Il cronometro segna 1h18’11”. Il cuore, invece, non misura il tempo: conserva l’amore.