A Copenaghen l’azzurra della Caivano Runners chiude in 1h09:14, a poco più di mezzo minuto dal personale: una prestazione che conferma il suo percorso e può attirare l’attenzione di importanti società militari. Giornata difficile, invece, per la primatista italiana Sofiia Yaremchuk, 73ª in 1h14:31
Articolo di Peppe Sacco
È Elvanie Nimbona a regalare una delle note più interessanti in chiave italiana nella mezza maratona femminile dei Campionati Mondiali di corsa su strada 2026, in corso a Copenaghen.L’azzurra della Caivano Runners Mondial Service ha concluso la gara al 21° posto in 1h09:14, rimanendo a poco più di mezzo minuto dal proprio record personale di 1h08:38, realizzato lo scorso marzo a Berlino. Un risultato che, al di là della posizione finale, assume un significato importante perché permette a Nimbona di rimanere pienamente dentro la vetrina internazionale, confrontandosi con alcune delle migliori specialiste al mondo. La gara dell’azzurra è stata regolare e combattuta. Nimbona è transitata al quinto chilometro in 16:24, al decimo in 32:12, a un secondo dal proprio personale sulla distanza, passando poi al 15° chilometro in 49:21 e al 20° in 1h05:44, prima di chiudere in 1h09:14. Il 21° posto le è valso anche il secondo posto tra le atlete europee, alle spalle soltanto della belga Chloé Herbiet. Un piazzamento che conferma la crescita della mezzofondista e la sua capacità di misurarsi su un palcoscenico di assoluto livello. Per Nimbona, alla seconda presenza in nazionale dopo l’oro a squadre conquistato a La Spezia nella Coppa Europa dei 10.000 metri dello scorso maggio, l’esperienza iridata rappresenta dunque un’altra importante tappa del percorso. La continuità delle prestazioni e la presenza in una competizione mondiale possono inoltre costituire una vetrina interessante anche in prospettiva di un possibile interesse da parte di una società militare, ambito nel quale molte atlete italiane hanno trovato opportunità di crescita sportiva e professionale. Davanti a tutte, intanto, è stata Agnes Jebet Ngetich a confermare i pronostici della vigilia. La keniana ha dominato la gara fin dalle prime battute, transitando al quinto chilometro in 15:12 con dieci secondi di vantaggio e aumentando progressivamente il margine sulle inseguitrici. Ngetich ha fermato il cronometro in 1h05:15, conquistando il titolo mondiale e stabilendo anche il nuovo record del mondo nella mezza maratona women only, migliorando di un secondo il precedente primato di Peres Jepchirchir, realizzato a Gdynia nel 2020. Alle sue spalle doppietta keniana con Veronica Loleo, argento in 1h06:05, mentre il bronzo è andato alla ruandese Florence Niyonkuru, capace di stabilire il nuovo record nazionale in 1h06:08. Di tutt’altro tenore la giornata di Sofiia Yaremchuk. La primatista italiana, in gara con la maglia dell’Esercito, non è riuscita a esprimersi sui suoi abituali livelli. Dopo un avvio ancora in linea con la gara, l’azzurra ha progressivamente perso posizioni fino a chiudere al 73° posto in 1h14:31. Per Yaremchuk, dunque, una prova difficile in una giornata nella quale non è riuscita a entrare realmente nella gara. Per Nimbona, invece, il 21° posto di Copenaghen rappresenta un’altra esperienza internazionale di rilievo e soprattutto la conferma di essere riuscita a rimanere nel panorama mondiale della specialità, a distanza contenuta dal proprio limite personale.